Spazio Corrosivo - Via Foglia n. 63 Marcianise (Ce)  

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Direzione artistica:

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Massimiliano Mirabella   +393391196725  info@miramediastudio.com

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Progettazione e comunicazione:

Stefania Aiello              +393474950699  s.aiello@spaziocorrosivo.com

finissage

Terra (di Lavoro)

SENZA IDENTITA’



Sabato 26 giugno 2010

ore 18.30

Si chiude un evento che ha proposto notevoli spunti di riflessione su un tema spinoso e piu' che mai attuale, legato ad una terra, la nostra terra, che sopravvive senza identita' e che gli artisti di Spazio Corrosivo vivono e raccontano, ognuno con la propria sensibilita' ed interpretazione.

Una mostra d'arte che offre molteplici chiavi di lettura, curata dal critico d'arte Enzo Battarra.

“Terra di nessuno”: è l’annuncio di Antonello Tagliafierro. Candide parole dipinte direttamente su una terra arida e grumosa. Questo lavoro è un triste monito, un avvertimento, un grido di allarme. La scritta campeggia durissima nella sua essenzialità.

Giuseppe Di Guida & Raffaele Vargas, con i loro pani d’argilla, recuperano l’identita’ del lavoro degli anni settanta, identita’ legata ad  una estetica “operaia” profondamente legata ai miti e ai riti del territorio.

Un alfabeto umano propone Mimmo Di Dio, unità linguistiche lessicali e pittoriche, patrimonio di una cultura multietnica che si frammenta e si contamina in un territorio dove le identità sono talmente plurime da annullarsi reciprocamente.

Un duro richiamo viene da Damiano Errico che, giocando anche con un’intrigante ironia, propone una nuova realtà orografica del territorio: il Monte Lo Uttaro di Caserta. È la foto di un’angosciante montagna di rifiuti ricoperta da un telo nero, materia di recenti battaglie sociali.

E da questa stessa terra, precisamente dalla foce del Volturno, proviene la radice di albero rielaborata da Angelo Maisto, fino ad evidenziare gli aspetti antropomorfi di un “satiro” irriverente, figura trasgressiva e popolare.

A tanta carnalità fanno da contrappunto le trasparenze di Teresa Dell’Aversana, capaci di dare leggerezza agli angusti spazi che si vanno a determinare. Sono porte che si aprono a identità in transito, a fantasmi di umanità.

Il ricordo, la memoria, la vita che scorre, anzi la vita in salita. Agnieszka Kiersztan indaga sulla storia individuale, quella fatta di sogni che luccicano e di aspirazioni che tramontano. Su questa terra la storia siamo noi, anzi tutti noi!

La ricerca di un’identità perduta è alla base del percorso visivo sperimentale che Vincenzo Iodice intraprende utilizzando la tecnica di un filmato, dove si sovrappongono immagini dal reale e figure disegnate, il tutto inserito in un degradato agglomerato urbano.

Un brusco ritorno alla realtà, alla cronaca quotidiana è nel lavoro di Luca Lubello. La passione è nel delitto, è nel sangue che scende dal quadro, dove un revolver è protagonista di una superficie che tanto ricorda lo schermo televisivo. Intorno sono rose e proiettili.

L’identità della terra è nel suo campionario antropico, nei suoi figli della diossina, eroi post-umani capaci di sorridere e sopravvivere a tutti gli attentati alla propria integrità fisica. Giovanni Tartaglione documenta con le immagini fotografiche i tempi e i modi dello scempio.

Non c’è più spazio per un’infanzia felice, un’architettura incombente sovrasta sogni e bisogni delle generazioni ultime, mostri di cemento incutono nuovi terrori nei teneri cuori. Stefano Piancastelli racconta di una terra che perde pezzi di futuro.

È ancora il paesaggio protagonista per Rocco Sciaudone, il paesaggio devastato. La storia ci insegna che si finisce per essere stranieri nella propria terra, nella terra dei padri, nella terra del lavoro (che non c’è). L’amianto è un simbolo, un allarme, un’induzione alla fuga.

Non resta che chiudere gli occhi, anzi cancellarli dal volto, non per non vedere, ma per non essere visti nella propria identità, per non essere riconosciuti. Massimiliano Mirabella coniuga i propri autoritratti fotografici con gli interventi di pittura a smalto, le negazioni sul viso.

Cala il sipario sulle variegate immagini  di una realta' che deve pur cambiare!




Spazio Corrosivo è un cenacolo artistico-culturale nato a maggio del 2007 su idea degli artisti Mimmo Di Dio, Massimiliano Mirabella e Agnieszka Kiersztan. Ne è animatrice attiva anche Stefania Aiello.

E’ un luogo di incontro e mostre d’arte, all’interno dello storico Palazzo Grimaldi in via Foglia a Marcianise.

Spazio Corrosivo ha svolto un’intensa attività culturale; in occasione del carnevale 2010 ha organizzato un incontro con il musicologo Roberto De Simone che a Marcianise aveva realizzato negli anni settanta un importante lavoro di ricerca etnografica e musicale.